Il curling è un gioco piuttosto sconosciuto in Italia ma che trova largo successo e seguito negli Stati Uniti. Concettualmente, la struttura e l’obiettivo del gioco è molto simile a quella delle bocce, anche se – chiaramente – molte sono anche le differenze. Il gioco è semplice: le stone, blocchi in pietra dotati di manico, vengono fatti scivolare lungo la superficie ghiacciata al fine di avvicinarsi il più possibile al centro di un bersaglio, detto house.

Squadra e punteggio

In ogni partita di curling sono presenti due squadre da quattro giocatori ognuno. Colui che effettua il primo tiro è detto lead, e a lui spetta il piazzamento della prima stone. Il secondo tiratore, a cui di solito spetta l’eliminazione delle pietre avversarie, è detto second; il lancio più difficile è affidato, di solito, al third. L’ultimo giocatore – detto skip – è di solito quello con più esperienza, che tira per ultimo (di solito per piazzare un lancio vincente) e consiglia i suoi compagni.

Una partita di curling dura 73 minuti ed è suddivisa in 10 end, ognuno dei quali vede il lancio di tutte le stone necessarie da parte dei membri delle due squadre. Al termine di ogni end soltanto una delle due squadre può accumulare punti; l’assegnazione punti è analoga a quella che avviene nelle bocce: chi si avvicina più alla house con una stone ottiene punti. La squadra che ottiene più punti al termine dei 10 end vince la partita, altrimenti si procede ad un’extra end. 

Lancio della stone e sweeping

Il lancio della stone avviene in una particolare zona del campo, chiamata hack (blocco di partenza), stando attenti a non superare la hog line, il confine di lancio entro il quale può essere effettuato il tiro. A differenza delle bocce, i tiri sono sempre alternati (lead-lead, second-second e così via) e non derivano da quale delle due squadre è più vicina all’obiettivo. Il primo lancio è detto delivery.

Subito dopo il delivery si verifica la classica azione che rende il curling celebre: lo sweeping. Altri giocatori entrano in campo e con scope di crine, chiamate broom, definiscono o allungano la traiettoria della stone attraverso la pulizia del ghiaccio. I giocatori che effettuano lo sweeping precedono di qualche metro la stone, puliscono il ghiaccio ortogonalmente alla direzione della pietra e rivolgono sempre la scopa verso l’esterno.

Una volta superata la tee-line (zona nella quale è considerata in gioco una stone), lo sweeping è affidato ai soli skip o viceskip.

Tattica di lancio

Come nelle bocce, anche nel curling un tiro può essere di diverso tiro; il primo tiro, chiaramente, serve a piazzare la stone quanto più possibile vicina alla house. I giocatori, poi, scelgono se effettuare un tiro di potenza, volto a eliminare stone avversarie in posizione pericolosa, o di precisione, volto al piazzamento a punto delle proprie pietre. Il primo tiro è detto take out, il secondo draw.