La carriera di Filippo Inzaghi nelle vesti di allenatore non sta certamente procedendo nel migliore dei modi: dopo l’esonero del più adulto dei due fratelli Inzaghi, il Bologna ha conosciuto una fase di rinascita con Sinisa Mihajlovic, e molti tifosi hanno iniziato a identificare il processo di maturazione della squadra (passata dalla completa zona retrocessione a una più tranquilla zona salvezza) non con la bravura del tecnico serbo, ma con l’incompetenza in panchina di SuperPippo.

Nonostante una carriera che non si è dimostrata ancora brillante, Filippo Inzaghi ha fatto la storia da calciatore, non soltanto grazie ai suoi gol, ma anche e soprattutto grazie all’esempio di uno degli ultimi grandi attaccanti “vecchio stile”.

Carriera da giocatore di Filippo Inzaghi

Da giocatore Filippo Inzaghi ha fatto la storia grazie ai suoi numeri e al suo senso del gol. L’attaccante che ha lasciato il segno in qualsiasi formazione sia stato ha ottenuto la celebrità all’interno del Milan, ma non è stato da meno in altre formazioni.

Grazie ai suoi 50 gol realizzati in Champions League, è l’italiano che ha segnato di più in quest’ambito: inoltre, grazie alla sua doppietta in finale con il Liverpool, ha portato avanti un record condiviso soltanto con altri pochi giocatori, tra cui Cristiano Ronaldo, Bale e Diego Milito. 

Gli esordi e il trasferimento al Parma

Filippo Inzaghi, cresciuto calcisticamente con il Piacenza, ha esordito con la formazione del suo paese in Serie B, tuttavia provando poco spazio. Con il trasferimento al Leffe, in Serie C1, benchè sia partito da riserva, ha iniziato ad accumulare presenze e gol, che gli sono valsi il trasferimento al Verona. Con la formazione veronese ha ricevuto, per la prima volta, il soprannome di SuperPippo. Grazie al ritorno al Piacenza nella stagione 1994-1995, e grazie ad una continuità che gli permette di segnare tanto, la formazione riesce ad essere promossa in Serie A.

Con il trasferimento al Parma c’è la prima grande affermazione di Filippo Inzaghi in Serie A e in campo internazionale: nella sessione di calciomercato invernale il calciatore sarebbe dovuto essere ceduto in prestito al Napoli, ma per problemi burocratici il suo prestito fu ritardato di qualche giorno. Ciò bastò a Inzaghi a segnare dopo solo un minuto nel match di Coppa UEFA contro l’Halmstad (che aveva vinto per 3-0 all’andata) nel 4-0 finale. Inzaghi divenne un idolo e il trasferimento venne bloccato.

La carriera di Filippo Inzaghi in Atalanta e Juventus

Con l’Atalanta di Maurizio Radici, già presidente del Leffe in Serie C1, Inzaghi è diventato una vera e propria macchina da gol. La continuità in campo e una vena realizzativa che si rivela essere sempre più importante lo portano a diventare capocannoniere della Serie A nella stagione 1996-97 con 24 reti, comprensive di una tripletta alla Sampdoria. In quel campionato SuperPippo segnò a 15 delle 17 formazioni rivali.

Il grande successo del piacentino consentì il trasferimento, per 20 miliardi di lire, alla Juventus, là dove conobbe lo scontro e la rivalità con Alessandro Del Piero. Ad ogni modo, nonostante fosse considerata una coppia d’attacco “leggera”, quella Inzaghi-Del Piero fruttò 59 gol nella prima stagione e SuperPippo, anche nei momenti di difficoltà della formazione, riuscì sempre a tenere alto il numero di marcature. Per tre stagioni riuscì ad essere, infine, il miglior marcatore bianconero, dimostrando di essere più che semplicemente un rapace d’area.

La consacrazione di Filippo Inzaghi al Milan

La consacrazione di Filippo Inzaghi c’è stata, senza dubbio, al Milan. Il trasferimento alla formazione milanese è avvenuto per 70 miliardi di lire (di cui 30 per il cartellino di Cristian Zenoni). Nonostante l’esperienza al Milan sia stata, nei primi anni, segnata da numerosi infortuni e operazioni chirurgiche, la ripresa dell’attaccante piacentino gli ha permesso di fare sempre meglio e di non perdere mai il suo fiuto per il gol.

La rinascita vera e propria c’è stata nel 2005-2006, in cui – giocando solo nel finale di stagione – riuscì a segnare 12 gol in campionato e 4 in Champions League. Nella stagione successiva, il suo contributo è stato fondamentale: il Milan riuscì a vincere la Coppa superando il Liverpool – che l’aveva battuta due anni prima – grazie alla doppietta di Filippo Inzaghi.

Con il gol al Palermo nel 24 febbraio 2008 e con la sua novantesima rete in maglia rossonera, il Milan è diventata la squadra in cui Filippo Inzaghi ha segnato di più. Con i gol in competizioni europee realizzati con la formazione rossonera (emblematico è stato uno scontro a distanza con Raùl negli anni), il calciatore è diventato uno dei più prolifici di sempre: solo quarto a distanza di Raùl, Cristiano Ronaldo e Messi con 70 gol segnati. In totale, con la maglia del Milan, il piacentino ha collezionato 126 reti in 300 presenze. 

La carriera di Filippo Inzaghi da allenatore

Nonostante una carriera da giocatore eccelsa, la carriera di Filippo Inzaghi nelle vesti di allenatore non ha ancora portato il piacentino a grandi successi o grandi affermazioni in campo nazionale. Subito dopo il ritiro, SuperPippo ha accettato di guidare gli Allievi Nazionali del Milan, in attesa di ricevere il patentino da allenatore professionista.

Il primo incarico c’è stato con la formazione primavera rossonera, guidata fino alla finale del Torneo di Viareggio. Inzaghi viene poi ingaggiato per la prima squadra, che terminerà al decimo posto e fuori dalle coppe europee il proprio campionato: ciò comporterà l’esonero dell’allenatore nonostante un altro anno di contratto.

Con il Venezia, che l’ha ingaggiato quando era stata appena promossa in LegaPro, Inzaghi ha ottenuto piazzamenti certamente migliori: grazie alla sua preziosa annata la squadra ha raggiunto la Serie B e, nel campionato successivo, addirittura i playoff per l’accesso in Serie A. L’eliminazione in semifinale contro il Palermo, però, ha determinato una battuta d’arresto per la formazione, anche se un salto di qualità per l’allenatore.

Grazie ai suoi importanti piazzamenti, infatti, il Bologna ha deciso di puntare sull’allenatore piacentino, in sostituzione di Roberto Donadoni. Dopo una fase iniziale difficile e una breve ripresa, il campionato del Bologna condotto al di sotto delle aspettative ha avuto come conseguenza l’esonero anticipato di Filippo Inzaghi, sostituito dal già citato Sinisa Mihajlovic.

Vita Privata di Filippo Inzaghi

Dopo tante storie d’amore brevi che l’hanno interessato, quella dal 2008 al 2013 con Alessia Ventura è stata la relazione che più ha infiammato il gossip. Secondo le indiscrezioni, inoltre, Filippo Inzaghi avrebbe una relazione con Angela Robusti, ex corteggiatrice di Uomini e Donne che gli ha fatto una dedica speciale il 21 aprile 2019.

Filippo Inzaghi è alto 181 centimetri e può contare su uno stipendio netto di 600mila euro a stagione, secondo il contratto firmato con il Bologna. Il suo account Instagram, pippoinzaghi, conta oltre 600mila followers.