L’attuale allenatore del Milan, Gennaro Gattuso, è uno dei simboli più importanti della formazione milanese. Da sempre grande esempio di grinta, attaccamento alla maglia e voglia di dare sempre il meglio di sé, Gattuso è considerato come uno dei pilastri dell’ultimo Milan vincente. Da allenatore della formazione rossonera, è sempre stato esemplare nelle sue dichiarazioni e nelle sue conferenze stampa, pur – secondo il giudizio degli addetti ai lavori – difettando molto dal punto di vista tecnico-tattico.

Carriera di Gennaro Gattuso

Gennaro Gattuso è stato un calciatore piuttosto precoce, che ha deciso di seguire fin da subito le orme di suo padre Franco che giocava in Serie B. In totale, nella sua carriera, ha vestito le maglie di: Perugia, Rangers Glasgow, Salernitana, Milan e Sion, trovando – chiaramente – grande fortuna e carriera all’interno della formazione rossonera.

Effettuato il suo primo provino a 12 anni e scartato dal Bologna, Gattuso ha iniziato a giocare con la maglia del Perugia, esordendo dapprima in Serie B a 17 anni, poi in Serie A all’età di 18, proprio contro il Bologna. Nonostante una stagione non a grandi livelli, la formazione umbra ha opposto molte resistenze al trasferimento a parametro zero di Gennaro Gattuso in Scozia: pur di giocare con i Rangers Glasgow, infatti, Gattuso compì il gesto estremo di non presentarsi al centro sportivo senza dare alcun avviso.

L’avventura in Scozia ha avuto un doppio volto per l’attuale allenatore del Milan: in un primo momento, dopo lo stop di due mesi per il mancato transfer da parte della FIGC, Gattuso è diventato subito l’idolo dei tifosi, essendo stato considerato Braveheart, a causa del suo coraggio e della sua durezza in campo che saranno i marchi di fabbrica anche nell’esperienza con il Milan; in un secondo momento, dopo l’ingaggio dell’olandese Dick Advocaat, il calabro ha conosciuto difficoltà a causa di una posizione (difensore) a lui poco consona.

Nella Salernitana c’è stato il grande salto di qualità del centrocampista, divenuto l’acquisto più costoso della storia dei campani e una delle pedine più ambite in tutto il calcio italiano.

L’esperienza di Gattuso con il Milan

Il trasferimento al Milan, nonostante l’ambiente completamente diverso, non è stato assolutamente un problema per il centrocampista: in breve tempo il numero 8 è riuscito a diventare l’idolo dei tifosi e una delle pedine più importanti della formazione rossonera. In pochi anni, dati i numerosi successi in campo nazionale e internazionale, Gennaro Gattuso è stato votato 14° nella classifica del Pallone d’Oro del 2006. 

Uno dei gesti più emblematici della carriera di Gattuso al Milan è stato compiuto durante la partita contro il Catania del 7 dicembre 2008: nonostante un infortunio, che poi si rivelerà essere una lesione del legamento crociato anteriore, il centrocampista è rimasto in campo per tutti i 90 minuti, accelerando poi anche i tempi di reazione e ritornando in campo dopo cinque mesi, nonostante la sua stagione si pensava fosse finita.

Una battuta d’arresto c’è stata con l’esperienza di Leonardo in panchina, che non l’ha impiegato sempre da titolare. Con Massimiliano Allegri, invece, Gattuso è diventato nuovamente una pedina fondamentale, facendosi notare in campo internazionale per le quattro giornate di squalifica in Champions League, a seguito dello scontro con Joe Jordan, secondo allenatore della squadra inglese. La sua carriera è stata messa a rischio per una paralisi del sesto nervo cranico, che gli ha provocato problemi alla vista nel match contro la Lazio.

Al termine della stagione 2011-12, a seguito di un incontro con Adriano Galliani, Gattuso ha deciso di mettere fine alla sua carriera da giocatore del Milan, concludendo così un’ esperienza durata 13 anni e determinata da 468 presenze e 11 gol. La sua carriera si è conclusa al Sion, squadra svizzera con la quale il calabro ha firmato un contratto biennale: in un primo momento Gattuso è stato allenatore-giocatore; successivamente, dopo la sconfitta per 5-0 contro il San Gallo, ha continuato a giocare da calciatore fino alla fine del contratto.

La carriera da allenatore di Gennaro Gattuso

Se la carriera da giocatore ha portato tanti successi a Gennaro Gattuso, quella da allenatore non ha garantito molto in termini di piazzamenti e risultati. Dopo la breve esperienza con il Sion, Gattuso ha allenato il Palermo di Maurizio Zamparini, che l’ha esonerato dopo sei giornate di campionato. La successiva esperienza con l’OFI Creta l’ha portato a due dimissioni, di cui una apertamente osteggiata dai tifosi greci.

La successiva esperienza è al Pisa, in Lega Pro, che riesce a far promuovere in Serie B. Tuttavia, i gravi problemi societari, di stipendi e di infrastrutture saranno denunciati dallo stesso allenatore al termine di uno 0-0 casalingo con il Frosinone. Ingaggiato dal Milan, in un primo momento Gattuso ha allenato la formazione primavera, poi è diventato primo allenatore dopo l’esonero di Montella.

Il calabro è riuscito a risollevare le sorti negative della formazione, nonostante i mancati piazzamenti europei e nazionali di rilievo.

Vita privata e moglie di Gennaro Gattuso

Gennaro Gattuso è sposato con Monica, la sorella della giornalista Carla Romano conosciuta nella sua esperienza ai Rangers Glasgow. I due, insieme, hanno avuto due figli: la prima figlia, Gabriela, è nata il 20 giugno 2004, mentre il secondo figlio, Francesco, è nato l’8 settembre 2007.

A partire dal 2003 il centrocampista ha creato la fondazione ONLUS “Forza Ragazzi”, per aiutare gli adolescenti meno fortunati e abbienti della Calabria. All’interno della stessa regione il calabro ha fondato anche l’associazione “Gattuso & Catapano”, per l’allevamento e la depurazione dei molluschi.

Gattuso è stato votato come sportivo nell’anno nel 2008 e in Canada la comunità calabrese ha istituito il “Gattuso Day” in suo onore.