È stato via dalla Juve solo per una stagione, Gigi Buffon, ma la lontananza da Torino e dall’ambiente bianconero lo ha spinto a tornare per mettersi di nuovo a disposizione della “Vecchia Signora”. L’anno al Paris Saint Germain è stato formativo per il portierone, ma come ha detto lui stesso la Juventus è la sua casa. All’età di 42 anni, Buffon vuole provare ancora ad essere protagonista, anche se il numero uno resta Szczesny, come sottolineato anche dallo stesso Gigi.

Buffon difende Conte dalle critiche dei tifosi juventini

Nel corso del Festival dello Sport di Trento, Buffon è tornato sull’attuale campionato di Serie A. La Juventus è tornata in testa alla classifica grazie al bel successo a San Siro contro l’Inter (battuta per 2-1 con le reti di Dybala e Higuain), ma il torneo è ancora lungo e i nerazzurri sembrano in grado di dare filo da torcere ai Campioni d’Italia.

Buffon si è poi soffermato anche su Antonio Conte, che è approdato ai “nemici” dell’Inter dopo una vita a tinte bianconere, prima da giocatore e poi da allenatore. I tifosi della Juventus non hanno affatto gradito questo nuovo amore, ma Buffon vuole gettare acqua sul fuoco.

Per il portierone ex azzurro, Conte ha dato tutto se stesso per la Juve e ha ottenuto dei risultati davvero molto importanti: chiaro il riferimento allo scudetto conquistato nel 2012 con il tecnico leccese in panchina, dopo un lungo periodo di astinenza in casa Juventus.

Buffon considera Ronaldo un ragazzo a modo

Ora alla Juventus non c’è Conte, ma Maurizio Sarri, un mister che Buffon definisce molto “pignolo”. Durante l’intervista, Gigi Buffon ha parlato anche di Cristiano Ronaldo, che in questo inizio di stagione ha messo a segno tre gol in campionato e uno in Champions League contro il Bayer Leverkusen.

CR7 viene definito da Buffon un ragazzo a modo, che interagisce nella maniera giusta con i compagni. Il numero uno spera che Ronaldo possa vincere il Pallone d’Oro, dato che il riconoscimento significherebbe che la Juventus è riuscita a vincere qualcosa di importante. E importante, da queste parti, si traduce in Champions League, un trofeo che in casa bianconera manca dal lontano 1996.