Per la quattordicesima volta nella sua storia il Giro d’Italia partirà all’estero: la 113esima edizione della Corsa Rosa prenderà il via dall’Ungheria, attraverso tre tappe che premieranno i cronomen e i velocisti. Dopo l’ultima esperienza che ha visto la manifestazione a tappe iniziare e terminare in Italia, gli organizzatori del Giro hanno deciso di ristabilire la tendenza degli ultimi anni, che ha sempre visto la corsa iniziare all’estero.

Quali sono le tappe che si correranno in Ungheria

Tre tappe, per un totale di circa quattrocento chilometri e tanto spettacolo: il Giro d’Italia 2020 promette bene attraverso l’inizio in Ungheria, che riprende quella tendenza degli ultimi anni che è stata interrotta nella Corsa Rosa del 2019, iniziata e terminata in Italia. La cornice ungherese, abbastanza inedita per gli amanti del ciclismo e per gli addetti ai lavori, dominerà le prime tre tappe del Giro, che difficilmente vanno ad influire sulla classifica finale.

Come sempre, la prima tappa del Giro vedrà i ciclisti impegnati in una cronometro: 10 chilometri all’interno della città di Budapest, per uno spettacolo assolutamente inedito e incredibile nel mondo delle due ruote. Nelle due tappe successive sarà la volta di percorsi adatti ai velocisti: la seconda tappa porterà i ciclisti da Budapest a Györ in un totale di 193 chilometri; da Szekesfehervar a Nagykanizsa (197 chilometri) la terza tappa, che prevederà – poi – il ritorno degli atleti a due ruote in Italia; non essendo stato concesso un giorno in più di riposo, i ciclisti faranno ritorno all’interno della penisola la sera del lunedì, per poi ricominciare il giorno successivo.

Il ritorno avverrà, probabilmente, in Sicilia, dove si correranno le successive tre tappe. L’inizio del Giro d’Italia è previsto per sabato 9 maggio.  

Il commento di Mauro Vegni, il direttore del Giro d’Italia

Iniziare all’estero il Giro d’Italia rappresenta un’opportunità molto importante per gli organizzatori della Corsa Rosa, che possono esportare l’arte della competizione anche in quelle realtà di solito lontane dal mondo delle due ruote.

Così ha commentato, in effetti, il direttore del Giro d’Italia Mauro Vegni l’assegnazione delle prime tre tappe: «I corridori gareggeranno in scenari ancora poco conosciuti al grande ciclismo. Quando scegliamo il luogo della Grande Partenza tra i tanti aspetti che esaminiamo, valutiamo sempre la tradizione e la passione sportiva del territorio in cui andremo. La nostra certezza è che molti ungheresi vorranno partecipare e si riverseranno sulle strade del Giro rendendo indimenticabili e unici questi giorni di sport».