Zlatan Ibrahimovic non ha alcuna intenzione di appendere le scarpe al chiodo. Il campionissimo svedese gioca ora nella MLS ma sente sempre più forte il richiamo dell’Italia. Ibra è convinto di poter dare ancora un grosso contributo, e le “sirene” che provengono dalla Serie A lo stanno intrigando molto. L’attaccante ex uve, Inter e Milan è infatti oggetto di mercato, dato che alcune società italiane stanno pensando a lui come possibile rinforzo per gennaio.

Ibrahimovic al Napoli?

Tra le squadre che potrebbero davvero provare a prendere Ibrahimovic c’è il Napoli di Carlo Ancelotti, che ha bisogno di un bomber che vada a migliorare lo “score” realizzativo dei partenopei.

In questa prima parte di stagione, infatti, gli azzurri non sono quella macchina da gol che abbiamo avuto modo di vedere negli anni passati: il doppio 0-0 contro Genk e Torino ha deluso i tifosi, anche se il 2-0 casalingo al Verona con doppietta di Milik ha riportato serenità dalle parti di Castel Volturno.

Tuttavia, mister Ancelotti ha bisogno di qualcuno che possa fare davvero la differenza non solo dal punto di vista tecnico, ma anche mentale. Il profilo ideale sembra essere proprio Zlatan Ibrahimovic: in caso di passaggio al Napoli c’è già chi è convinto che lo scudetto sarà dei partenopei.

Ibra ha segnato 52 gol in 56 partite ufficiali con i Los Angeles Galaxy

Antonio Cassano, ospite di Tiki Taka, ha infatti dichiarato che secondo lui l’acquisto di Ibra renderebbe il Napoli favorito per la vittoria finale. Per Cassano, infatti, lo svedese è un professionista serio e a Napoli si troverebbe molto bene.

Sul possibile arrivo di Ibrahimovic tutto tace: il presidente De Laurentiis non conferma né smentisce, anche perchè al momento c’è da affrontare il caso Insigne. Finora Zlatan ha siglato 52 gol in 56 gare ufficiali con i Los Angeles Galaxy: a dicembre il contratto va in scadenza, e quindi lo svedese è libero di accasarsi dove vuole.

Tuttavia, non è da escludere che Ibra decida di restare negli Stati Uniti o magari di tentare l’ennesima avventura in qualche altro Paese. Di smettere, almeno per il momento, non se ne parla proprio.