Secondo il quotidiano Times, il Giappone annullerà le Olimpiadi. Il Governo e il Cio, però, subito dopo la diffusione della notizia, hanno smentito questa possibilità. Le indicazioni riportate dal quotidiano parlano di questa eventualità, citando una fonte che proviene dalla maggioranza di Governo. Secondo il Times si tratterebbe di una decisione ufficiosa per il momento. Il quotidiano parla di un lavoro costante per la messa a punto di una strategia che possa portare il Giappone ad ospitare la manifestazione in futuro. Si parla della possibilità di ricandidarsi per il 2032, visto che le edizioni delle Olimpiadi del 2024 e del 2028 sono già assegnate, rispettivamente alle città di Parigi e di Los Angeles.

La smentita alla notizia del Times

Qualche ora in seguito alla diffusione della notizia, però, è arrivata la smentita direttamente da parte del Governo del Giappone. A spiegare che le cose starebbero diversamente è stato Manabu Sakai, vicecapo di gabinetto, che ha affermato che il Governo dovrà prendere una decisione ben precisa, ma che fino a quel momento si andrà avanti con l’organizzazione delle Olimpiadi.

Secondo il premier Yoshihide Suga, l’amministrazione governativa sta cercando di studiare delle specifiche misure anti contagio che dovrebbero permettere al Paese di ospitare i Giochi Olimpici con una certa sicurezza.

Anche Thomas Bach, presidente del comitato olimpico, ha spiegato che le Olimpiadi si faranno e che non è al momento presente un piano B. Non si esclude, però, la possibilità di ridurre il pubblico che assisterà ai Giochi.

Il sondaggio in Giappone

Ricordiamo che le prossime Olimpiadi sono state già rinviate, con la data di inizio ufficiale che dovrebbe essere quella del 23 luglio 2021. Secondo il presidente del comitato olimpico, non c’è un piano B perché non ci sono motivi per dubitare che la manifestazione inizierà proprio in quella data.

I cittadini però, in una certa percentuale, non sono convinti dell’opportunità di ospitare una manifestazione di questa portata. Secondo un sondaggio, infatti, il 44% della popolazione sarebbe favorevole ad un rinvio e il 35% all’annullamento.